Road stories

 

Monte Grappa

Scalare per la prima volta il Monte Grappa è stato facile solo per due motivi: 1) ero da solo e 2) non avevo fretta.

 

 

Quando si scalano le salite durante le granfondo, c'è sempre quello stress generato dalla presenza dei granfondisti e di un tempo da battere, che anche se lontano dal tempo dei vincitori è sempre il tuo tempo da battere.

 

Sono partito da Treviso col tempo nuvoloso, temevo di prendere la pioggia ma ormai so che nel trevigiano i temporali sono molto brevi.

 

Arrivato a Romano d'Ezzelino, proprio ai piedi della salita, è iniziato a piovere con vento forte. Sono tornato indietro qualche metro per trovare rifugio e, come da programma, dieci minuti dopo ero ancora in marcia. I primi chilometri di salita sono costanti, mi hanno ricordato tutte le granfondo che avevo concluso nel 2010. Il ristoro non c'era però, ho dovuto arrangiarmi prendendo qualche panino al bar. Dal ponte San Lorenzo si riparte a salire fino al rifugio Bassano nella Cima Grappa a 1750 metri s.l.m. Sull'asfalto c'erano ancora i segni del passaggio della Pinarello Cycling Marathon. Per scendere ho deciso di percorre al contrario la salita del Giro d'Italia verso il campo croce.

 

Penso sia più sicuro farla al contrario di come l'ho fatta io ma stando attenti, nessun problema.

 

Un ultimo rifornimento ad Asolo e poi fino a Treviso senza altre soste. 153 chilometri buoni, tanti pensieri e tante belle immagini in testa.

 

È vero quello che dicono in giro, è un monte molto bello da scalare.

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