Questo titolo non è un indovinello, tanto meno uno scioglilingua, bensì un qualcosa a cui ho pensato giorni fa mentre stavo guardando un documentario sugli animali. Può la teoria della coda lunga (Long Tail) essere applicata ai blog? Insomma...per prima cosa non si tratta propriamente di una coda lunga, vediamo perché:
Tutti i siti hanno una scia di traffico proveniente dai motori di ricerca che corrisponde a un gruppo di parole chiave di bassa frequenza, cioè 1/2 visite a parola chiave, che nel loro insieme riescono a uguagliare e addirittura superare il traffico generato da parole chiave più "efficaci", ovvero termini che, singolarmente, generano traffico decisamente superiore rispetto a quelli in coda; lo studio della coda lunga, contrariamente a quanto possa sembrare, non è comunque così semplice e va condotto con estrema attenzione. Innanzitutto ci sono due parametri principali da tenere in considerazione, gli stessi che sono alla base della teoria di Chris Anderson (2004): abbondanza e varietà. I siti che Anderson segnalò nell'articolo su Wired rispettano certamente questi parametri, fra questi Amazon, che, come del resto gli altri colossi delle vendite online, essendo un mega-sito, fa giustamente della sua coda lunga un vero "Tesoro".
Difficilmente, invece, in un blog oppure un sito tradizionale si riscontrano queste due caratteristiche (abbondanza e varietà). Spesso infatti si consiglia ai blogger di focalizzarsi su un determinato tema, alla varietà si sostituisce quindi la specificità, che di certo non crea code lunghe, piuttosto delle variazioni sullo stesso tema nelle chiavi di ricerca. Il fatto comunque che i blog si aggiornino di frequente e che utilizzino un linguaggio più immediato rispetto a quello impiegato nei siti statici, quindi conseguentemente più in linea con quello dell'utenza, lascia supporre che col tempo anche gli stessi blog potranno trarre benefici dallo studio della loro coda lunga.
I nanopublishing, una sorta di mix tra blog/social-media/giornali, potrebbero rappresentare il primo esempio concreto di progetti in grado di trarre "reali" vantaggi dalla coda lunga. Ricordiamoci le conseguenze della recente ferita nella coda di Master New Media.
Di seguito vi presento un po' di numeri, tanto per dimostrare il parametro abbondanza, numeri che chiaramente ci indicano la tipologia di siti che rispecchiano al meglio la teoria della coda lunga. Questi numeri indicano i documenti presenti nei 3 motori di ricerca più importanti.
to be continued... :)
Condividi "È più lunga la coda corta di un elefante che la coda lunga di un topo" su Facebook
Commenti
view blog[IMG]
Interessante articolo... in un certo senso non si può applicare la teoria della coda lunga ai blog puramente personali in cui si tratta tutto di tutto sensa focalizzarsi un un tema specifico?
Ciao Overlord, grazie del commento. Nel prossimo post (tra qualche ore) evidenzierò l'importanza del fattore abbondanza e così potrai arrivare ad alcune conclusioni. Personalmente penso di no, ma sai, in Internet non si può mai dire l'ultima parola... :)
[...] È più lunga la coda corta di un elefante che la coda lunga di un topo Inviato da johnniemaneiro 19 ore fa (http://www.980km.com) Guarda profilo Categoria: [...]
[...] tratta propriamente di una coda lunga, vediamo … Per leggere tutto il post Originale vai su: 980km | Smart Web Marketing » Web Marketing Post a [...]
[...] direzione ho apprezzato molto l’intervento di Johnnie dal titolo molto esplicativo: “È più lunga la coda corta di un elefante che la coda lunga di un topo” In assenza di varietà e abbondanza dei contenuti la coda dell’elefante vince ancora [...]
[...] studio della Coda Lunga, contrariamente a quanto possa sembrare, non è comunque così semplice e va [...]