Lo slogan sopraffino pare infatti aver riscosso consensi ovunque.
Bene, rivediamo allora la teoria. Per l'appunto si diceva: si ha l'effetto il Boomerang Marketing quando la campagna pubblicitaria si trasforma in un boomerang che colpisce con forza producendo un effetto contrario a quello atteso, cioè, ROI- ovvero il ritorno negativo.
Il caso specifico della Lega rientra quindi nella casistica del Boomerang Marketing Anomalo, ovvero: i presupposti lascerebbero pronosticare un effetto negativo, ma il forte "vento" contrario ne determina l'inversione di tendenza.
E che sarà mai questo "vento" contrario? Forse tutti i simpatizzanti leghisti che apprezzano siffatti slogan...e chi l'avrebbe mai detto?
Evidentemente: mai sottovalutare (in questo caso sarebbe meglio utilizzare sopravvalutare :) ) il target! Se il manifesto leghista ha fatto centro è perché risponde alle aspettative di molti.
Studiate il vostro pubblico e finalizzate il messaggio! Non è forse questa una tra le principali regole del marketing?
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Commenti
ma secondo te si vota per uno slogan? No!
si vota per un programma e un'ideologia.
Quando mai la politica è stata realmente marketing?
Un leader che dice: "Si possiamo" rispetto a "Lo faremo subito" credi sia più efficace in chiave comunicativa?
I politici sono indietro sulla comunicazione e il marketing e su questo concordo, ma credo che da qui a fare discorsi dispregiativi su chi ha idee diverse dalle tue è sbagliato.
Il manifesto è triste si sa, ma le idee alla base sono giuste: ci vuole un cambio di rotta rispetto al garantismo e all'impunità sempre e comunque.
La gente ormai si è stufata del "politically correct" di facciata.
Non guarda la forma, ma la sostanza.
E, a volte, un fornaio è più apprezzato di un avvocato, anche se l'uno è sporco di farina e l'altro è in giacca e cravatta.
E questo non è solo relativo alla lega, basti pensare ai voti presi da Di Pietro ( che hanno in pratica salvato la faccia al PD), nonostante la non certo perfetta grammatica.
È anche possibile che il messaggio abbia avuto il suo effetto negativo, convincendo qualcuno a non votare eppure una buona parte è rimasta.
E poi il target dei manifesti e degli slogan sono gli indecisi, non tutti gli elettori. Penso che più del 50% degli italiani avesse già già deciso chi votare a priori, prima ancora della campagna elettorale.
Comunque, se c'è una cosa che mi piace della Lega, è proprio la schiettezza che in molti altri partiti manca.
A Roberto però rispondo che per me è che non è solo una questione di forma e sostanza la comunicazione, e soprattutto quella propagandistica. C'è una buona componente di emotività. È su questa che penso abbiano fatto (e fanno sempre) principalmente leva i leghisti.
Non solo i leghisti, anche Di Pietro ha guadagnato molto sul "niente condannati al Parlamento ecc.ecc.".
In ogni caso credo che mai come questa volta, la forma nella campagna elettorale sia stata ininfluente ai fini della scelta del voto.
IMMIGRAZIONE e COLONIZZAZIONE
In questo modo le conseguenze della seconda sono diventate possibili conseguenze anche per la prima...
Si chiama "equivalenza complessa" in linguistica ed in questo caso è stata usata in maniera geniale.
@andrea: certo che "la gente" vota per slogan!