Foto by ulisse480/flickr
Nel 1919 era il baffo alla Gioconda di Duchamp, nel 1961 la Merda d'artista di Manzoni, negli anni ottanta il packaging di Christo, oggi? La fontana di Trevi di Cecchini(?), vandalo o nuova rivelazione?
Questo bizzarro atto 'vandalavanguardista' mi ha davvero incuriosito, non tanto per il fatto in sé quanto perché mi ha portato a riflettere su quanto siano indefiniti i confini che separano l'arte da tutto il resto.
E se in realtà questi confini non esistessero? Procediamo con ordine...
Se partiamo dalla definizione di arte: "attività umana basata sull'abilità individuale, sullo studio e su un complesso specifico di regole", a questo punto dovremmo chiederci che cosa si intenda per abilità, studio o regole; definiti questi termini secondo l'accezione tradizionale risulterebbe quindi evidente che la bravata di Trevi non ha niente a che fare con l'arte in senso stretto, quale l'abilità? Dove lo studio? e le regole?
Se definiamo però i tre termini in relazione alla nostra realtà attuale, ecco che Cecchini(?) guadagna possibilità in più d'essere definito artista: in molti campi del sapere infatti l'abilità sta cedendo il passo alla scaltrezza, lo studio all'improvvisazione e le regole al random...(basta dare un'occhiata anche al nostro settore, non è forse così?)
Ora, aiutatemi un po' voi a far chiarezza! Che dire di questo personaggio? Vandalo o genio incompreso?
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Commenti
credo che ad un artista sarebbe bastato fare una foto e modificarla, non trovi?
secondo me gesto di una persona idiota che probabilmente nemmeno si è reso conto dei danni che poteva creare.
Un pò come quelli che pitturano i muri.
Chiedetegli perchè non scarabocchiano i muri di casa loro.
Ti direbbero perchè la loro mamma li gonfierebbe di botte.
Altro che Arte... è pura e semplice delinquenza...
Sicuramente un artista nel suo modo di esprimersi :)
Ma direi che il gesto in se, è da perfetti vandali.
C'è una definizione fatta dagli Stuckist che fa riflettere: "L'atto di un individuo di interferire con un'opera esistente è definito 'intervento' e l'individuo che lo compie 'artista' se è sponsorizzato da un curatore o è morto. Lo stesso atto, compiuto sullo stesso oggetto d'arte, se l'individuo che lo compie non è morto o non è sponsorizzato da un curatore è definito 'vandalismo' e l'autore 'criminale'".
La prima cosa che mi sono chiesto è stata quale fosse la ragione che ha spinto questo tizio a scegliere il colore rosso piuttosto che un altro... E' stata una scelta ragionata o casuale?
Certo, come dici tu, il confine fra vandalismo,arte, avanguardie borderline è sottile e spesso va a finire in realizzazioni esagerate o che comunque creano molto clamore.
Certamente, oggi, più di ieri nell'ambito seo e nel web in generale può premiare l'essere diversi o trovare un modo alternativo di farsi trovare e magari far parlare di se.
Però si è ritrovato suo malgrado a fare una cosa a cui è stata data una forte valenza artistica.
Questo dimostra che a volte l'arte non è "premeditata".
Dimentichiamo per un attimo le motivazioni e gli eventuali danni, astraiamo completamente.
Come si fa a dire che la foto qua sopra non sia meravigliosa e originale?
10.000 volte meglio questo che un espoprio proletario ai grandi magazzini, una vetrina spaccata, un cassonetto dato alle fiamme, lo stadio alla domenica, un proiettile in una busta ecc.
Tutti modi di protestare, no?
Secondo me siamo troppo bacchettoni su queste cose e oramai completamente immuni alle forme di protesta veramente vandaliche.
Bisogna, tuttavia, avere l'intelligenza per comprenderla.
L'arte è eterna e quando qualcuno riesce a trasformare l'arte in rischio riesce quindi a rendere eterno il rischio e a fissare per l'ennesima volta la precarietà della vita umana.
La provocazione suddetta in quanto non implica danni può essere considerata come forma d'arte...oppure ingenua provocazione...resta il fatto che io la trovo veramente un'idea geniale che ci invita inoltre a considerare le opere d'arte e i monumenti da un altro punto di vista da un altra angolazione cromatica (un pò come fa christò con le sue opere).