Da Winnie The Pooh a Calzolari. Il fisico ha bucato Google, secondo Hesse.
a cura di: Johnnie Maneiro
Il noto (solo da qualche ore :) ) fisico italiano Federico Calzolari riesce ad arrivare primo nello
Zeitgeist, il giornalista
diffonde la notizia come fosse la scoperta del secolo, la Repubblica la mette in prima pagina, e
Stefano Hesse (portavoce di Google Italia) si complimenta con il ricercatore precario...per aver fatto
Query automatizzate! O qualcosa mi sfugge oppure qui, qualcuno, in tutta sta storia ha perso di vista la dimensione dell'evento, di per sé del tutto trascurabile.
E pensare che già un anno fa andavo dicendo che le classifiche di Google sembravano poco credibili! Vorrà dire che Calzolari siederà alla scrivania di Google insieme a Winnie The Pooh e Valentino Rossi.
E’ la prima volta in Italia che il motore viene bucato così clamorosamente, riconosce Hesse...
Eh no caro Hesse, ancor prima "Traslochi Trento", "Software Cucine" e tante altre l'hanno fatto, spero che tu non stia parlando sul serio... "Google bucato" fa ridere. :)
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sab, 15 dic 2007 00:08:58
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Commenti
Lo assumerebbero ? Per far cosa ? Le ricerche automatizzate ? ;)
Mah, qualcosa di interessante l'avrà pure fatta, non lo metto in dubbio... Solo che questa cosa mi fa tornare indietro di qualche anno quando ho fatto una cosa un po' "black"...
Dovevo far scalare la classifica ad una fotografia in un concorso su un sito web (peraltro senza premi, in palio c'era la popolarità... nulla di che)
Tramite un software apposito ho registrato tutte le azioni fatte su pc: dalla connessione col modem a 52k, al voto, al riavvio della macchina (in questo modo cambiavo anche l'indirizzo IP!).
Ho lanciato il programma e dopo meno di due mesi la foto in questione ha preso più di 5000 voti contro le poche centinaia del secondo classificato (non l'ho lasciato attivo per due mesi, mica sono matto).
Sai che faccio quasi quasi provo a scalare una classifica Zeigteist dei primi mesi del 2008 con la parola chiave: "ma quanto è figo quel figo di d'aguanno" ;)
si è parlato dell'argomento anche su Marketing Routes con un post dal titolo "Timeo Danaos et Dona Ferentes". leggi un po' cosa ha risposto Hesse (sempre che fosse lui...) ad un mio commento...
Ho letto. Hesse, o qualche suo portavoce, avranno pur detto qualcosa, se si sono lasciati virgolettare. Infatti non ha smentito (almeno fino ad ora) su Repubblica. Comunque non è la sostanza di quello che ha detto che conta, ma che sia intervenuto.
Al di là di tutto, non trovo che si faccia cultura continuando a parlarsi addosso: contestare che si dica pagerank e non page ranking significa assumere un atteggiamento da maestrini. Se si desidera che il SEO esca dalla nicchia in cui è ancora rinchiuso, allora si proceda ad alfabetizzare, ma senza questa serie continua di "so tutto io", "sono dieci anni che faccio SEO" ecc. Invece di continuare a chiedere un passo verso l'alto, perchè non facciamo noi un passo verso il basso, con coraggio e umiltà?
Ciao.
Quindi Google ti assume se violi i suoi termini di servizio in maniera così stupida?
L'unica cosa in cui è stato bravo è non farsi bannare l'indirizzo IP (suppongo usando de proxy).
Che tra l'altro quando Google ti banna l'ip la ricerca su aol (enanched by google) funziona lo stesso...
Sono queste le nuove frontiere del marketing? Sovraccaricare la rete?
Come ho scritto nel primo commento, il discorso IP è forse il più facile da bypassare.
Quello che mi domando è il tipo di ricerca da eseguire; ad esempio le query:
> Federico Calzolari
> Calzolari Federico
> chi è Calzolari Federico
> Federico Calzolari bio
creano lo stesso volume di ricerca per la kw Federico Calzolari ?
Inoltre vorrei proprio conoscere il volume di ricerca dei primi 5 classificati; da questo punto di vista il test del buon vecchio Federico ha restituito qualcosa di utile...
Ciao caro, ma secondo te? non seguo il tuo blog :D
Ci sono, ci sono, questa storia mi dispiace perché è da un bel po' che sto sviluppando un progetto interessante su "motori di ricerca" e puoi scommettere che nonostante abbia dedicato parecchie ore, da quasi 2 anni, nessuno mi farà di certo un articolo su Reppublica; invece a quelli che si ritrovano a giocare con Google...
alla fine è stato soltanto un gioco che ci ha fatto sorridere e discutere (e anche arrabbiare qualcuno che ha scarso senso dell'umorismo...)
Chiedo conferma di quanto detto da voi esperti della materia.
Saluti Antonio
A.