Starbucks in crisi? Ma come? Un colosso del genere? Ecco che mi ritornano in mente concetti come: dal prodotto di massa a quello di nicchia, qualità e diversità, consumatori più esigenti. Il processo di "massificazione" del prodotto, per qualunque azienda, ritenuto decenni fa (a partire dagli anni '60 fino ad oggi) garanzia di successo sembra ora destinato, definitivamente, a cedere il passo ad altre strategie.
Il replicarsi, allo stesso modo, per un numero illimitato di volte pare non essere più la formula vincente; anche lo stesso McDonald's da qualche anno non è più lo stesso! Bei tempi quando te lo ritrovavi sempre uguale: pochi i menù, pochi i nomi da ricordare, tante le calorie e impronunciabile la parola light; e adesso? a fatica rincorre i salutisti, i vegetariani, i bambini, con ogni genere di pubblicità e gadget. Son curioso di vedere fino a che punto sarà disposto a snaturarsi (non che ora non lo sia, dato che di naturale ha ben poco :) )? Arriverà a offrirci bistecche di soia oppure ritornerà alla sua forma originaria...Chissà, tra cento anni, forse, il nostro buon vecchio BigMac diverrà un prodotto di nicchia!
Pensateci un attimo: in prospettiva futura, a queste grandi aziende conviene di più riproporre lo stesso prodotto in mille modi diversi oppure migliorarne la qualità? Non è certo facile rispondere a questa domanda quando si è nel bel mezzo di un passaggio epocale: dal prodotto di massa a quello di nicchia (grazie soprattutto a Internet), che fare quindi?
Qualcuno potrebbe obiettare: "ma che c'entra Internet con un caffè fumante od un hamburger? La rete non potrà mai soddisfare un servizio tanto veloce!" Vero, ottima osservazione! A bene vedere però, Internet in tutto questo c'entra, eccome! Seppur indirettamente e in modo poco evidente. L'utenza di Internet, infatti, abituatasi man mano alla gran varietà dei prodotti, nonché alla possibilità di confrontarli e raccogliere informazioni da fonti diverse (blog, forum, social network, etc.), tende a replicare le stesse modalità di ricerca nell'offline. Non c'è quindi da stupirsi di fronte all'emergere di un nuovo consumatore: più esigente, informato ed influente. Grazie alla Rete, e non solo, siamo diventati strumenti di contagio virale ad altissima potenzialità...a noi, finalmente, il coltello dalla parte del manico.
Come farà ora, però, John Winter con la sua eroica impresa? Pensate che un anno e mezzo fa questo ragazzo americano aveva appunto visitato 5099 Starbucks, oggi il conto totale è arrivato a 6800, un numero che rappresenta quasi il 95% delle caffetterie della famosa catena!
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