Update 12-11-2007: un caro amico mi ha messo in guardia sul titolo di questo post, dicendomi che è una forma scorretta dal punto di vista grammaticale. Tranquilli lo so, è stata una mia intenzione, tanto per attirare l'attenzione, evidentemente ci sono riuscito... :)
Stamattina, ripresomi dallo shock, ho riletto l'articolo di Repubblica, e tanto per incazzarmi ulteriormente ho dato un'occhiata al blog di Zambardino! In conclusione: ma basta!
Stop al qualunquismo, alle etichette, alle facili interpretazioni sociologiche e alla logica del terrore. Il focalizzarsi sul negativo nasconde un non so che di fascino per il morboso e l'alibi per non mettersi in gioco, sperimentare nuove opportunità. Puntare il dito su quel che non va ci fa sentire più forti, disincentivando una comprensione chiara del problema che richiede senza dubbio una disposizione al confronto e alla discussione. Come ho già detto, Internet non è che lo specchio della società...una società che in effetti spaventa per alcuni aspetti ma che promette bene per altri. La rete riflette sia la luce che l'oscurità, tocca a noi decidere se continuare a lamentarci del buio oppure alimentare la luce per far chiarezza sulle zone d'ombra. E, ahimè, penso che non esista al mondo modo più controproducente a tutto ciò se non diffondendo visioni e previsioni tanto catastrofiche.
Del resto, quando tutto sembra precipitare verso il basso è molto più semplice farsi vincere dalla forza di gravità piuttosto che superare la resistenza!
Ad ogni modo la mia delusione non deriva tanto dal contenuto in sé di quel che ho letto, quanto dal fatto che a scriverlo siano stati giornalisti noti! O gli stessi, quindi, sono vittime della "logica del terrore" oppure impiegano consapevolmente la morsa dell'allarmismo per mettersi in luce e raccogliere consensi (esibizionismo? Solitudine?). Finché ascolto banalità del genere dal barbiere resisto, ma quando è una testata da migliaia di lettori al giorno a rilasciarle...non sto certo zitto!
Paura, paura e ancora paura...bene! Lo si sa che è il metodo più antico del mondo per manipolare le masse. Ma io non ci sto.
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Commenti
Io ho provato a scrivere un "botta e risposta" qui: http://www.manfrys.it/wordpress/?p=282
Johnnie, condivido le tue amare riflessioni e mi permetto di aggiungere una cosa.
Da qualche anno a questa parte, guardando i telegiornali ed i programmi di approfondimento in TV e leggendo quotidiani (anche online), trovandomi di fronte alle solite e tristi notizie di cronaca nera, vado chiedendomi: ma è possibile che ste' cose succedono solo ora? Prima non succedeva mai niente?
E la (molto probabile) verità ce l'avevo davanti agli occhi ma non me ne rendevo conto (forse vittima delle stesse allucinazioni tue di stamattina). Un po' di luce l'ho fatta giovedì scorso nella puntata di Anno Zero in cui Marco Travaglio ha affermato: non è che prima nessuno moriva ammazzato, è che adesso si da più spazio alla cronaca nera per nascondere altre e più amare verità! Senza considerare che la cronaca nera fa tantissimi ascolti/lettori...
Che tristessa Johnnie, che tristezza :(
Condivido quanto hai scritto. L'amarezza deriva proprio dal fatto che spesso, sulle testate più lette, chi scrive del web e proprio chi il web non lo vive, ma lo esplora solo parzialmente in occasione dell'articolo che deve scrivere :-(