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Il tuo capo... lo sa che hai aperto un blog?

a cura di: Johnnie Maneiro Tanti nuovi blogger non usano il loro vero nome e, nascosti dietro ad un nickname, si lanciano a scrivere. Non condivido, ma comprendo e rispetto questa decisione.

Le motivazioni possono essere diverse, più di una volta ho sentito dire: "non voglio che la gente sappia e associ il mio nome a quello che scrivo..." oppure: "sai, sono cose personali che vorrei tenere per me". Detto questo vi consiglio allora di evitare il blog e optare piuttosto per un diario personale; il blog infatti è uno strumento "pubblico"... prima o poi qualcuno arriverà a te.

Un'altra motivazione, quella che è alla base di questo post, è il timore che alcuni nutrono nei confronti dei capi o dell'azienda per cui lavorano. Certi blogger infatti nascondono la propria attività, il proprio blog, per evitare di essere scoperti dall' azienda.

Prima di proseguire, eccoti una puntualizzazione: il tuo blog parla di argomenti collegati all'attività dell'azienda per cui lavori o di qualcos'altro?

Se la risposta è: no, gli argomenti sono totalmente diversi ma il mio capo lo disapprova; allora ti conviene cambiar capo, quindi lavoro :)

Se la risposta è: si, gli argomenti trattati nel mio blog sono inerenti all'attività dell'azienda per cui lavoro; attenzione perché i tuoi capi potrebbero guardare di malocchio il tuo blog.

Perché? Cosa possono temere? Se in effetti il tuo blog ti sta dando soddisfazione e favorendo relazioni interessanti dal punto di vista lavorativo, ecco le paure dei tuoi superiori:

1.- Con l' aumento della tua visibilità sul mercato aumenterebbe anche il tuo potere contrattuale, portandoti così ad avanzare pretese (una promozione oppure un aumento dello stipendio, niente di male)

2.- Potresti avere rapporti diretti con i clienti e partner dell'azienda. Eventualità davvero delicata per i tuoi capi, forse la più temuta.

3.- Potresti creare conversazioni con altri player del settore, inclusa la concorrenza...altra possibilità di certo poco gradita.

Si tratta ovviamente di tre scenari più che probabili, ma chissà in realtà quante altre situazioni assurde vi saranno capitate...a voi la parola!

Il mio consiglio comunque è quello di mantenere un atteggiamento il più trasparente possibile. Se l'azienda per cui lavori non ha ancora aperto un blog, mentre tu l'hai già fatto da tempo, invita i tuoi capi a realizzarne uno, sensibilizzali al Corporate blog; se invece tutti e due avete un blog comportati nel modo più corretto possibile, sii chiaro e non voler nasconderlo a tutti i costi, magari ricorrendo a nomignoli tanto strani da far pensare subito che dietro ci sia un "pavido dipendente".

Domanda finale (quella che si è soliti rivolgere per accendere i commenti :) ) : "ma il tuo capo...lo sa che hai un blog? se sì, ti ha mai fatto storie?"

Vi invito ad evitare commenti relativi a note situazioni verificatesi all'estero, pensiamo piuttosto alle nostre realtà e più in generale all'Italia, dove tanti sono gli imprenditori che ancora non conoscono i vantaggi che possono derivare dall'avere dipendenti tanto attivi e curiosi.
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Permalink lun, 5 nov 2007 07:00:58

Commenti

lordmarin | lun, 5 nov 2007 10:38:52
Si il mio capo sa che ho un blog :D oltretutto non mi ha mai detto nulla.. anzi nella vecchia azienda per la quale ho lavorato, il capo andava pure a leggerlo e mi diceva devi aggiornarlo piu spesso :p
Masque | lun, 5 nov 2007 11:25:23
Io personalmente non ho mai parlato del lavoro, ma l'ex segretaria che lavorava per il mio ex capo si.
Solo che se ne lamentava.
Insultando chiunque.
Il capo l'ha scoperta.. e l'ha buttata fuori con una ottima liquidazione.
(io invece che ero "fedele" me la sono presa parzialmente nel culo :D )

Quanto al nascondersi dietro un Nick, personalmente parlando, essendo un accanito lettore di fumetti, mi diverte solo l'idea dell'identità da super-eroe :P
Tambu | lun, 5 nov 2007 12:30:05
fantastico post!!

all'inizio usavo solo il nick, poi col tempo mi sono deciso a uscire allo scoperto. Alla fine sono andato dal capo e gli ho detto del blog, tanto lo avrebbe visto leggendo il profilo Linkedin :)
Mattia Soragni | lun, 5 nov 2007 12:55:56
di preciso non so se il mio capo sa di tutto quello che faccio... anche perchè lo faccio fuori dal lavoro, quindi in teoria non gli compete...

devo dire invece che al momento del colloquio gli ho accennato del fatto che avevo altri "giri" e che per vari motivi, non li potevo lasciare (tra cui la creazione di un sito web, e dove lavoro i siti web si fanno)... l'unica cosa che è stata richiesta è la fiducia reciproca... io non parlo dei fatti e tecniche aziendali, ma parlo di come si dovrebbe lavorare secondo me... è vero che posso andare in conflitto con l'azienda ma patti chiari e amicizia lunga... credo che la sincerità stia alla base di tutto... un capo che non sa accettare (ma anche apprezzare il tuo lavoro offwork, credo che non apprezzi fino in fondo il tuo lavoro)... ciauz
carlo amoroso | lun, 5 nov 2007 13:48:50
Io, al momento, sono un "capo". Uno dei ragazzi che lavora con me (sistemista) ha un blog e alcuni dei post sono di taglio tecnico (su linux). Ha ricevuto anche offerte di lavoro grazie al suo blog. La cosa, pero', non mi preoccupa finchè lui fa quello per cui lo paghiamo e rispetta scadenze, priorità e _contratto_ che ha firmato. Il resto sono fatti suoi; concordo infine con matteo mattia sorgani che bisogna non solo accettare ma anche apprezzare il lavoro off-work dei propri dipedendenti che in questo modo trovano anche altre occasioni di crescita.
Mattia Soragni | lun, 5 nov 2007 13:51:23
ps: mattia soragni.... mattia.... :)
Johnnie Maneiro | lun, 5 nov 2007 13:55:12
A posto Mattia, ho tolto Matteo :D
Johnnie Maneiro | lun, 5 nov 2007 13:58:09
@carlo amoroso:
il tuo approccio è giusto, ma non tutti i capi sono come te ;)
Gig-robot | mar, 6 nov 2007 09:42:58
Forse i capi che hanno paura sono quelli che sanno di non dare il giusto compenso ai propri dipendenti e vedono il blog come forma auto-promozionale molto potente e pericolosa...
Mattia Soragni | mar, 6 nov 2007 16:45:20
@Gig-robot

ooooh yesse!!!
I blog piacciono anche ai capi? | EgoWEB | ven, 9 nov 2007 15:05:15
[...] knowledge acquisito in azienda. L’argomento è stato anche trattato da Johnnie Maneiro in un suo post nel quale si evidenzia come molti blogger tengano nascosta la propria identità al fine di evitare [...]
fabrizio | dom, 2 dic 2007 15:02:25
Molto semplicemente i capi devono farsi i cazzi loro. O il loro potere travalica la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il codice penale, quello civile,la Costituzione, il Vangelo (oltre che, sistematicamente, lo statuto dei lavoratori), ecc.. e possono interferire anche nella vita privata dei cittadini? E' ovvio e superfluo sottolineare che in un blog (come in qualsiasi altro ambito) non bisogna danneggiare gli altri (compreso il datore di lavoro): bella scoperta! Ma, detto questo, il fatto che un dipendente debba muoversi come un carbonaro solo perchè teme che il proprio capo lo possa licenziare o punire ingiustamente, testimonia per l'ennesima volta lo schifo di mondo del lavoro in cui ci troviamo. E chi vede l'aprire un blog solo nell'ottica autopromozionale (ottica fastidiosamente managerial-confindustriale) puo' onestamente e solennemente andare a cagare: in un blog si puo' scrivere d'amore, di passioni, di politica, di dolore, di arte, di TUTTO senza che necessariamente questo diventi parte del nostro curriculum professionale.
Saluti
carlo amoroso | dom, 2 dic 2007 19:15:50
@fabrizio: cito prima la tua conclusione:
"...si puo’ scrivere d’amore, di passioni, di politica, di dolore, di arte, di TUTTO senza che necessariamente questo diventi parte del nostro curriculum professionale."

in effetti è così, si può scrivere di tutto senza che questo sia parte del curriculum professionale, ma comunque quello che si scrive farà parte del "profilo personale", soprattutto perchè ...."verba volant, scripta manent eaque google reperit" (ringrazio lo 'studio dp' per avermi aiutato nel tradurre in latino l'ultima pezzo di frase ;-))
I commenti sono stati sospesi
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